PI989
O-Freddo
Altre denominazioni
Q525
Regione
PIEMONTE
Provincia
CN
Comune
CHIUSA DI PESIO
Località
ZONA O
Area di interesse speleologico
Dimensioni
Sviluppo reale
5000
Dislivello negativo
402
Dislivello totale
402
Posizione dell'ingresso
Latitudine
4892144
Longitudine
395424
Tipo di coordinate
UTM WGS84 32T
Tipo coordinate originali
UTM ED50
Quota altimetrica
2358
Descrizione
L’Abisso O-Freddo si sviluppa nei calcari e dolomie del Trias (Anisico e Ladinico). I primi 30 m di sviluppo, un angusto cunicolo e due successive sale, sono piuttosto stretti e interamente avvolti nel ghiaccio, così come la partenza del P50 (un inquietante toboga) e il medesimo pozzo (la Cascata Mackenzie).
Alla base, una condotta impostata su un’evidente frattura prosegue per una cinquantina di metri, passando accanto al Ramo del Canaro, inutilmente scavato per lungo tempo. Al termine della galleria, intasata in più punti, la via prosegue attraverso un ringiovanimento, la Dea Kali, che sfocia in una grande frattura, subito sbarrata da un salto di una decina di metri. Alla base la via si fa caotica: giungono rami provenienti dalla base della Cascata Mackenzie, altre fratture si perdono nel nulla mentre la via si apre sulla destra lungo l’ennesima spaccatura. In breve diviene un meandro spesso interrotto da pozzi di varia lunghezza, il maggiore dei quali è un P24, fino a giungere alla profondità di 180 m.
Qui il percorso si complica nuovamente: da sinistra arriva un grande sistema di gallerie fossili che risalgono parallelamente al percorso fin qui effettuato fin quasi all’esterno. Si tratta essenzialmente di un antico meandro in forte pendenza, esplorato dai nizzardi del CMS a partire dalla fine degli anni ’90. Verso valle invece si propongono due vie. La prima è uno stretto condotto lungo 150 m, la seconda, di poco sovrapposta alla precedente, ne ricopia la struttura con dimensioni leggermente maggiori: è il Meandro dei Grassi, al termine del quale un P20 intercetta un livello freatico, le Gallerie Black China. Il discreto rio che subito le attraversa per perdersi in uno stretto laminatoio, proviene dal fondo del vicino complesso O3-O5. Le Black China proseguono, spesso sfondate e suborrizzontali per 200 m. Le esplorazioni francesi hanno qui rinvenuto un articolato reticolo di condotte che si sviluppa inizialmente parallelo alle Black China, chiamato Black China Supérieure, dal quale si diparte, in direzione dell’omonima cima, il ramo Bozano Street, che attraverso numerose risalite, si arrampica per un ottantina di metri.
Il fondo delle Black China si perde infine in un ambiente di interstrato basso, inclinato e assai ampio. Seguendolo verso l’alto, a sinistra, si intercetta una condotta di grandi dimensioni, fortemente inclinata verso il basso: ha inizio il Ramo del Diabetico. L’ampia condotta cede rapidamente il posto ad uno stretto meandro che, sviluppandosi in direzione SE per quasi 200 metri, ne perde un centinaio in dislivello, formando nel contempo uno degli ambienti più selettivi e impegnativi dell’intero Marguareis. Al fondo del meandro un P23 è il preludio di una serie di altre verticali tra cui un P50 (Insulina) prima che l’ennesima fessura chiuda al momento il ramo alla profondità di 402 metri.
Dal fondo delle Black China si diparte anche la via per il secondo fondo di O-Freddo. Un ringiovanimento poco significativo sulla destra della galleria conduce dopo pochi metri al Pozzo Mallarmé e ad un secondo breve salto. Il gigantesco meandro che segue, battezzato Ramo Chi Va Con lo Zoppo alterna per oltre duecento metri comode gallerie ad enormi camini ed arrivi, fino alla partenza di un P70, anch’esso di grandi dimensioni, il Salto nel Buio, toppo sul fondo alla profondità di 368 m.
Un traverso sul pozzo e la conseguente discesa dal lato opposto ha permesso al CMS di intercettare un nuovo livello freatico che si sviluppa parallelo alle pareti che, in esterno, guardano la Valle Pesio. Il chilometro di grandi condotte che costituiscono il Réseau Jean-Baptiste Sassi sono la premessa delle centinaia di metri di ulteriori grandi ambienti, già esplorati ma ancora da topografare e di quanto risulta essere ancora ignoto.
Gli stessi francesi hanno rilevato che la temperatura dell’aria nel Réseau Jean Baptiste Sassi, a -350 m è di 1.2 °C mentre una colorazione dell’acqua nel Ramo Chi Va Con lo Zoppo è arrivata alla Foce dopo un tempo molto lungo.
L’abisso funziona da ingresso basso del sistema. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)
Alla base, una condotta impostata su un’evidente frattura prosegue per una cinquantina di metri, passando accanto al Ramo del Canaro, inutilmente scavato per lungo tempo. Al termine della galleria, intasata in più punti, la via prosegue attraverso un ringiovanimento, la Dea Kali, che sfocia in una grande frattura, subito sbarrata da un salto di una decina di metri. Alla base la via si fa caotica: giungono rami provenienti dalla base della Cascata Mackenzie, altre fratture si perdono nel nulla mentre la via si apre sulla destra lungo l’ennesima spaccatura. In breve diviene un meandro spesso interrotto da pozzi di varia lunghezza, il maggiore dei quali è un P24, fino a giungere alla profondità di 180 m.
Qui il percorso si complica nuovamente: da sinistra arriva un grande sistema di gallerie fossili che risalgono parallelamente al percorso fin qui effettuato fin quasi all’esterno. Si tratta essenzialmente di un antico meandro in forte pendenza, esplorato dai nizzardi del CMS a partire dalla fine degli anni ’90. Verso valle invece si propongono due vie. La prima è uno stretto condotto lungo 150 m, la seconda, di poco sovrapposta alla precedente, ne ricopia la struttura con dimensioni leggermente maggiori: è il Meandro dei Grassi, al termine del quale un P20 intercetta un livello freatico, le Gallerie Black China. Il discreto rio che subito le attraversa per perdersi in uno stretto laminatoio, proviene dal fondo del vicino complesso O3-O5. Le Black China proseguono, spesso sfondate e suborrizzontali per 200 m. Le esplorazioni francesi hanno qui rinvenuto un articolato reticolo di condotte che si sviluppa inizialmente parallelo alle Black China, chiamato Black China Supérieure, dal quale si diparte, in direzione dell’omonima cima, il ramo Bozano Street, che attraverso numerose risalite, si arrampica per un ottantina di metri.
Il fondo delle Black China si perde infine in un ambiente di interstrato basso, inclinato e assai ampio. Seguendolo verso l’alto, a sinistra, si intercetta una condotta di grandi dimensioni, fortemente inclinata verso il basso: ha inizio il Ramo del Diabetico. L’ampia condotta cede rapidamente il posto ad uno stretto meandro che, sviluppandosi in direzione SE per quasi 200 metri, ne perde un centinaio in dislivello, formando nel contempo uno degli ambienti più selettivi e impegnativi dell’intero Marguareis. Al fondo del meandro un P23 è il preludio di una serie di altre verticali tra cui un P50 (Insulina) prima che l’ennesima fessura chiuda al momento il ramo alla profondità di 402 metri.
Dal fondo delle Black China si diparte anche la via per il secondo fondo di O-Freddo. Un ringiovanimento poco significativo sulla destra della galleria conduce dopo pochi metri al Pozzo Mallarmé e ad un secondo breve salto. Il gigantesco meandro che segue, battezzato Ramo Chi Va Con lo Zoppo alterna per oltre duecento metri comode gallerie ad enormi camini ed arrivi, fino alla partenza di un P70, anch’esso di grandi dimensioni, il Salto nel Buio, toppo sul fondo alla profondità di 368 m.
Un traverso sul pozzo e la conseguente discesa dal lato opposto ha permesso al CMS di intercettare un nuovo livello freatico che si sviluppa parallelo alle pareti che, in esterno, guardano la Valle Pesio. Il chilometro di grandi condotte che costituiscono il Réseau Jean-Baptiste Sassi sono la premessa delle centinaia di metri di ulteriori grandi ambienti, già esplorati ma ancora da topografare e di quanto risulta essere ancora ignoto.
Gli stessi francesi hanno rilevato che la temperatura dell’aria nel Réseau Jean Baptiste Sassi, a -350 m è di 1.2 °C mentre una colorazione dell’acqua nel Ramo Chi Va Con lo Zoppo è arrivata alla Foce dopo un tempo molto lungo.
L’abisso funziona da ingresso basso del sistema. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)
Itinerario di accesso
La grotta si apre sulla sinistra orografica del Canalone dei Torinesi, sulle pareti nord del Marguareis, che precipitano verso il laghetto del Marguareis, tra la punta Marguareis e la cima Pareto.
Dal Colle dei Signori si risale verso il Colle della Gallina, seguendo il pendio est del Marguareis, per arrivare al Canalone dei Torinesi. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)
Dal Colle dei Signori si risale verso il Colle della Gallina, seguendo il pendio est del Marguareis, per arrivare al Canalone dei Torinesi. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)
Meteorologia
soffia con il caldo
Storia
Scoperto dal GSP nel 1986, O-Freddo è stato esplorato dallo stesso gruppo nell’estate del 1988. La contemporanea scoperta di A11 ha comportato una prematura interruzione delle esplorazioni, riprese alla fine degli anni ‘90 dai francesi del CMS di Nizza. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)
Licenza foto ingresso
CC BY 4.0
Dati pre-importazione
Numero:989;Nome:O-Freddo;Regione:Piemonte;Provincia:CN;Comune:Briga Alta;Toponimo locale:Zona O;Area carsica:Marguareis - Pian Ballaur - Saline;Latitudine:395424;Longitudine:4892144;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):2358;Sviluppo reale (m):5000;Dislivello negativo (m):402;Dislivello totale (m):402;
Dati compilazione
Data importazione
03/06/2020
Utente che ha aggiornato i dati
davide
Ultima modifica dei dati
26/06/2023
Limita la modifica del contenuto a questi gruppi
w_caves
Coordinate wgs84:
Bibliografia
| Progetto Marguareis Sud | AGSP (Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi), Eelko Veermen (GSVP), Nicola Milanese (GSP) | Visualizza | |
| 1988 | Grotte n. 97 | AA. VV. | Visualizza |
| 1988 | Grotte n. 98 | AA. VV. | Visualizza |
| 1995 | Atlante delle grotte e delle aree carsiche piemontesi | AA.VV. | Visualizza |
| 1999 | Lettre d'info du CDS 06 n. 1-99 | AA.VV. | Visualizza |
| 2000 | Lettre d'info du CDS 06 n. 4-00 | AA.VV. | Visualizza |
| 2003 | Grotte n. 140 | AA. VV. | Visualizza |
| 2010 | Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 | AA.VV. | Visualizza |
| 2011 | La Terre du Visconte | Thierry Fighiera | Visualizza |
Rilievi cavità
Grotte
PI989
Abisso O-freddo - pianta
Data rilievo
2005-01-01
Autore rilievo
GSP (Gruppo Speleologico Piemontese), CMS
Rilevatori
GSP (Gruppo Speleologico Piemontese), CMS
Licenza rilievo
CC BY 4.0
Fonte bibliografica
Grotte
PI989
Abisso O-freddo - sezione
Data rilievo
2005-01-01
Autore rilievo
GSP (Gruppo Speleologico Piemontese), CMS
Rilevatori
GSP (Gruppo Speleologico Piemontese), CMS
Licenza rilievo
CC BY 4.0
Fonte bibliografica
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